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Per una migliore comprensione non divideremo le auto nei famosi segmenti (B, C, D, etc.) ma, più semplicemente in:

 

  • Classe alta
  • Medie
  • Piccole
  • Station wagon
  • Monovolume
  • Fuoristrada

A meno che non si desideri un’auto particolare (auto d’epoca ad esempio), è bene scegliere una vettura che non abbia troppi anni di vita e che comunque non sia in cattive condizioni. Questo perché, a meno di non essere dei bravi meccanici, le riparazioni di vetture vecchie o in cattive condizioni potranno arrivare a costare più della vettura stessa! Quindi, come è in uso per i commercianti del settore, meglio orientarsi su automobili che non superino i sette, massimo otto, anni di vita. Vetture immatricolate perciò per la prima volta dal 1995.

Anche perché eventuali ricambi “particolari” necessari ad un ripristino della vettura potrebbero essere reperibili “a fatica” (anche presso la stessa casa produttrice) e si finirebbe per affidarsi a ricambi usati (vedi demolitori) che ovviamente non potranno garantirci un’adeguata sicurezza. Ricordiamoci che un ricambio originale è di norma migliore di quello di concorrenza. Sino a quando si tratta di fanaleria o paraurti magari si può cercare di risparmiare ma su freni, olii, dischi, etc… meglio non badare al risparmio ma alla sicurezza!

Attenzione anche a modelli particolari, usciti di produzione da tanto tempo o costruiti in un numero limitato di esemplari, poiché i problemi di reperibilità dei ricambi si accentuerebbero e se trovati il loro prezzo potrebbe lievitare in maniera ingiustificata.

Passiamo ad esaminare il tipo di vettura da acquistare.

Una vettura di classe alta (parliamo della categoria delle grandi) sarà stata probabilmente meno stressata di una utilitaria, per diversi motivi. Il primo è che generalmente chi acquista questo tipo di auto non ha problemi economici e possiede diverse auto. Normalmente in queste automobili troviamo motori di grossa cilindrata (specialmente diesel) ed il proprietario, che magari non ha una guida esasperata e/o sportiva, avrà quasi certamente curato la manutenzione con regolarità e scrupolo, specie se l'auto è stata usata per lavoro (maggiore affidabilità).

Questo tipo di vetture si svalutano molto nei primi cinque anni di vita, quindi potrebbero rappresentare un buon affare. Sono di norma dotate di tutti gli accessori e dispositivi e possono ancora dare ancora molta soddisfazione per quanto riguarda il confort e la sicurezza di viaggio. Soprattutto i modelli oltre i 2000 cc, che in Italia rappresenta “la barriera psicologica” della cilindrata delle auto. Bisogna però considerare che le spese fisse (tassa di possesso e assicurazione) per tali tipologie di auto non saranno trascurabili e la manutenzione probabilmente sarà anch’essa onerosa.

Stesso discorso per le medie, le più diffuse nel mercato italiano.
Una cilindrata ideale per una media varia dai 1500 ai 1800 cc, cilindrate che ci potranno garantire una buona sicurezza dinamica con consumi e costi di gestione non eccessivi. Vi è una ampia gamma di vetture in questa fascia di cilindrata, marche italiane e straniere. Le tedesche sono fra le più apprezzate e sono quelle che nell'usato mantengono il valore più alto, ma il costo dei loro ricambi è piuttosto alto.

Le francesi, invece, sono vetture un po' particolari, molto comode, ma vale anche per loro il problema dei ricambi dal costo elevato. Stesso discorso per le marche inglesi e giapponesi, anche se la diffusione di queste automobili, almeno nel nostro paese è più contenuta. Le italiane non godono di grossi apprezzamenti ma alla fine si fanno valere per i loro modesti costi di esercizio.

Le piccole sono invece vetture usate prevalentemente in città o per viaggi cosiddetti "intercity". Generalmente hanno basse spese di gestione (tassa di proprietà e assicurazione) e consumano poco carburante (anche 20 Km/l nel misto) in virtù della massa ridotta e dei motori sempre più efficienti in termini di combustione. Ad essere sinceri gli ultimi modelli delle “piccole” non si possono proprio definire utilitarie in senso stretto, perché oramai sono dotate di dispositivi e accessori che prima erano appannaggio delle vetture di classe medio alta.

In caso di acquisto, particolare attenzione verrà riservata allo stato della frizione e degli organi dello sterzo, maggiormente sollecitati nella guida cittadina. In questo settore hanno fatto scuola vari modelli italiani (Panda e Punto su tutti) ma negl’ultimi anni questo segmento ha visto nascere modelli altrettanto validi prodotti da case costruttrici sia Europee che non.

Molto di moda per adesso sono le station wagon.
Usate se ne trovano molte e di tutte le cilindrate, da 1400 a 2500 cc ed oltre.
Attenzione all’uso che ne è stato fatto e che se ne dovrà fare. Se la vettura è stata usata effettivamente per il trasporto, gli interni saranno sicuramente usurati, le sospensioni scariche ed il motore sfruttato. Se si desidera acquistare questo tipo di vettura è meglio scegliere un modello che abbia una adeguata cilindrata e potenza.

Ad esempio se con un 1400 cc si viaggia a pieno carico, il motore dovrà essere sfruttato a fondo per ottenere una sufficiente brillantezza di marcia con conseguente maggiore consumo di carburante e con una usura più elevata di tutti i componenti, ma la cosa più importante e assolutamente da non trascurare è il fatto che viene compromessa la sicurezza attiva del veicolo. Questo perché nei falsipiani autostradali o extraurbani bisognerà usare molto le marce, le partenze da fermo agli incroci saranno lente e i sorpassi non potranno essere effettuati con la dovuta celerità.

Quindi meglio scegliere una vettura con una cilindrata e una potenza più elevata, ad esempio un 1600 o meglio ancora un 1800 cc. Anche se adesso anche un 1.600 può arrivare ad avere ben oltre 120 cavalli…
La maggiore spesa di tassa di proprietà e assicurazione verrà compensata da una sicurezza e tranquillità di guida maggiori e molto probabilmente da consumi minori (per via della maggiore coppia).

Molto successo riscuotono per il momento i monovolume, vuoi per la volumetria interna, vuoi per la estrema versatilità che queste vetture offrono. Generalmente si tratta di auto pesanti e con una sezione frontale molto ampia. Ne consegue che le versioni a benzina consumano parecchio, meglio pertanto scegliere le versioni equipaggiate con motori turbodiesel. Questi ultimi hanno un consumo più ragionevole e il motore dispone ai bassi giri di una coppia superiore, cosa che permette al veicolo di muoversi con maggiore agilità e sicurezza.

Il punto debole dei monovolume sono i freni e le sospensioni in quanto gravati normalmente da un carico superiore a quello riscontrabile in una vettura normale. Particolare attenzione dovrà essere riservata ai sedili e ai loro meccanismi ed agganci in quanto in queste auto possono essere spostati e/o tolti dall'abitacolo agevolmente per aumentare il numero dei posti disponibili e/o il vano di carico.

Le fuoristrada sono autovetture particolari, anche se ultimamente solo pochi le utilizzano per lo scopo per cui sono nate. Più che altro rappresentano uno status symbol, anche se piuttosto oneroso da mantenere.
Il consumo di carburante è elevato in ogni condizione di utilizzo e i ricambi sono inoltre molto costosi. Le caratteristiche dinamiche di queste vetture (accelerazione, frenata e tenuta di strada), nell'uso normale su strade e autostrade sono spesso inferiori a quelle di una normale autovettura. Ultimamente per sopperire a questo problema quasi tutti i modelli vengono equipaggiati con sistemi di controllo della stabilità (vedi ESP) che ne migliorano la guidabilità e la sicurezza. Tuttavia non sempre questi dispositivi vengono forniti di serie.

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