Toyota Prius Plug-in Hybrid con pannelli solari sul tetto

Toyota Prius Plug-in Hybrid con pannelli solari sul tetto

Il tetto fotovoltaico opzionale regala 5 km elettrici in più alla nuova ibrida alla spina

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La Toyota Prius Plug-In Hybrid presentata in Giappone, fra i suoi optional prevede un tetto ricoperto di pannelli solari che aumenta del 10% l’autonomia elettrica, ovvero si potranno percorrere 55 km in modalità EV invece dei 50 km dichiarati.

Il nuovo tetto in vetro con celle fotovoltaiche potrà alimentare anche i fari, il climatizzatore e i vetri elettrici con l’auto in marcia in modo da migliorare le prestazioni di percorrenza con un pieno elettrico.

(Foto: Toyota)
(Foto: Toyota)

Per la casa giapponese essere riusciti ad inglobare le celle fotovoltaiche sul tetto lavorando sugli ingombri e l’efficienza non ha risolto comunque l’annosa questione dell’omologazione secondo le severe norme di sicurezza americane sui crash test e il ribaltamento dell’auto (stanno lavorando a soluzione simile con un pannello in laminato plastico).

Toyota ha sottolineato durante la presentazione che l’optional verrà esteso anche agli altri modelli nel momento in cui il costo produttivo verrà ridotto.

(fonte: https://www.wired.it/gadget/motori/2016/06/21/toyota-prius-plug-in-hybrid/)

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Antifurto auto: quante balle ci raccontano

Antifurto auto: quante balle ci raccontano

Questo post sugli antifurto delle auto darà un sacco di delusioni. Alcuni meccanici hanno simulato l’attività di un ladro: hanno disattivato gli antifurto con una facilità sconfortante. Altro che antifurto imbattibili, come ce li descrivono i produttori.

 

 

 

Ci sono tre tipi di antifurto:

1) Antifurto elettronici

a) I volumetrici/perimetrici (antifurto a sirena). Un set di sensori (sugli sportelli della vettura, o all’interno) che rilevano la presenza di persone. Ovviamente non distinguono i ladri dagli onesti, dunque si attivano alla minima sollecitazione. Purtroppo, non fanno altro che attivare una sirena come segnalatore acustico. Per il disagio sonoro che causano, non sono ben visti nei centri abitati quando iniziano a trillare di notte. Inoltre, siccome la sirena viene zittita con semplice schiuma da barba schizzata nel vano motore (in pochissimi secondi), hanno scarso valore ai fini della prevenzione del furto.

b) Gli immobilizer. Sono semplici interruzioni al circuito elettrico, di solito posti sul circuito di accensione. Senza la chiave, il dispositivo interrompe l’alimentazione necessaria alla messa in moto del veicolo. Alcune volte interrompono un circuito in più punti. Ci sono diversi modi per sorpassare uno di questi dispositivi. Primo. Cavettare i fili elettrici e ripristinare il circuito che è stato bypassato tramite l’immobilizer. Questa operazione normalmente prende solo qualche minuto, tanto più se il ladro è esperto e conosce il dispositivo. Secondo. A volte, per evitare gli immobilizer che utilizzano la chiave codificata come accesso alla vettura, vengono usate “centraline vergini”, che consentono l’avviamento della vettura anche senza la chiave codificata, ovvero con una chiave qualsiasi. La centralina è riutilizzabile per più vetture. Terzo. Questo è legato a una direttiva europea di sicurezza per gli immobilizer. La direttiva prevede che qualsiasi immobilizer deve disattivarsi prima che l’auto raggiunga i 35 km/h. Obiettivo: evitare che l’avaria di un circuito elettronico provochi il taglio dell’alimentazione della vettura, quando è in movimento (per esempio a 130 km/h sull’autostrada). Il risvolto per i ladri è che se spingono una vettura in discesa o la trainano minimamente, superati i 35 km/h (non certo un’impresa) la macchina parte non appena si fa fare contatto ai fili del sottoquadro, senza alcuna necessità della chiave codificata. Gli immobilizer (sotto forma di antifurti a chiave elettronica) equipaggiano oggi quasi la totalità delle auto, anche le utilitarie. Ma i ladri continuano rubarle senza alcuna difficoltà. Una riprova: poche Assicurazioni concedono sconti sostanziali a chi installa questi dispositivi. Le Compagnie sono gli enti più “accreditati” per giudicare la bontà di un antifurto: sanno quante macchine vengono rubate e quale dispositivo le equipaggia…

2) Antifurto satellitari

Esattamente, non sono antifurto, bensì impianti di localizzazione. Alcuni fra gli ultimi modelli prevedono una funzione di immobilizer comandata a distanza (ovviamente a veicolo fermo). Funzionano in questo modo. Non appena viene rilevata (dai sensori) una situazione di rischio (un tentativo di furto in corso), la centralina satellitare rileva la posizione del veicolo interfacciandosi con il satellite, quindi via Gps. Questa posizione della macchina viene poi trasmessa, affinché siano avviate le operazioni di recupero, via Gsm (con il telefonino, spesso via Sms). E se non c’è segnale? In questo caso, il satellitare è inutile. Ovviamente, una situazione di assenza di campo non può durare in eterno, e presto o tardi l’auto tornerebbe a trasmettere, a meno che non sia provocata. Esistono – accanto alle numerose aree dove l’antenna Gsm va in ricerca rete (non trova segnale) – apparecchi dal costo di circa 600 euro (a 20 euro si trovano su Internet le istruzioni per assemblarli a casa) , denominati “mobile jammers” o “generatori di rumore bianco”, che annullano totalmente il segnale Gsm intorno a loro, nel raggio di circa 30 metri (in tutte le direzioni) o circa 100 metri direzionalmente. Il ladro si avvicina alla vettura con il jammer acceso (con una batteria da 12 volts il dispositivo ha un’autonomia di oltre 12 ore). Entra, quindi la mette in moto. In tutto questo tempo, sebbene i sensori abbiano rilevato il fatto e il satellite sia stato interpellato per le coordinate della vettura, il tentativo di furto non può essere trasmesso né alla centrale né al proprietario perché il segnale Gsm è assente. Il ladro guida la macchina fino al parcheggio “convenzionato” (con lui) più vicino, dove smonta la trasmittente del satellitare e la cestina. La vettura non sarà mai più rintracciata. Conseguenze: la macchina è andata persa.

Sottoscrivendo molte delle polizze assicurative furto/incendio oggi in commercio legate ai satellitari, si rischia di non ricevere l’indennizzo del furto o di riceverlo solo in minima parte (con scoperto minimo del 20%). Perché? Spesso le Assicurazioni, i migliori giudici dell’efficacia di un antifurto, si sono protette contro l’eventualità che il satellitare non trasmetta per via di una condizione naturale, tipo l’assenza di segnale. Oppure a causa di una volontaria manomissione da parte del cliente per ricevere l’indennizzo di un’auto che si svaluta molto in fretta. Ecco come le Compagnie si tutelano: una clausola della polizza furto/incendio prevede sia data prova documentale del corretto funzionamento dell’apparato satellitare, ovvero che lo stesso trasmetta nel caso di un tentativo di furto o di rapina.

Oltre ai jammer, esistono altri metodi di schermatura dei satellitari, come le coperture di piombo, l’imballaggio della centralina satellitare nella carta “plastificata”, l’utilizzo di ripetitori di chiamata che tengono continuamente occupato il telefono Gsm facente parte del sistema satellitare (ovviamente in questo caso bisogna conoscerne il numero), e altri ancora. Oggi, acquistare un generatore di rumore bianco è facilissimo ed economico, soprattutto tramite Internet (vedi i siti che escono digitando la parola “jammer” in un qualsiasi motore di ricerca). Oltretutto, l’uso di questi apparecchi è perfettamente legale e non nocivo: vengono impiegati dal settore “difesa” (impediscono che siano detonati ordigni a distanza durante le visite ufficiali di presidenti, re, ministri, ecc.) fino alla “tutela del silenzio” (nelle chiese perché non squillino i cellulari disturbando le cerimonie).

3) Antifurto meccanici

Alcuni di questi dispositivi offrono il più alto livello di protezione del veicolo, perché creano un impedimento fisico al furto. Contrariamente agli elettronici e ai satellitari, non richiedono alcuna tecnologia per essere sorpassati, ma "soltanto" abilità manuale. Alcuni di questi, però, richiedono una risorsa che per i ladri è estremamente scarsa: il tempo. Vediamone alcuni.

a) Blocca pedali, blocca sterzo a forma di mazza da baseball, coperchi metallici che coprono il volante o strumenti simili: tempo di disattivazione di pochi secondi mediante l’uso di opportuni attrezzi di leva (etere liquido e martello).

b) Perno blocca-sterzo. La canna dello sterzo viene bloccata impedendo l’uso (ovvero la rotazione) del volante. La vettura è resa inguidabile. Sorpassare il dispositivo smantellandolo richiede molto tempo, e i ladri non ne hanno. Il suo punto debole è la serratura, che può essere sempre fatta girare… E poi, ci si può dimenticare di inserirlo. Tra l’altro, alcune società produttrici di veicoli sostengono che la foratura della canna dello sterzo necessaria all’installazione potrebbe produrre un indebolimento della stessa, tale da comprometterne la sicurezza in marcia.

c) Blocco del sistema idraulico (freni/frizione). Ad antifurto inserito, la valvola ospitata nell’antifurto diviene unidirezionale. Montata sull’impianto idraulico, consente il passaggio del liquido verso il ripetitore della frizione o i pistoncini dei freni, impedendone il reflusso. Il risultato è che la macchina o non ha trazione, oppure è bloccata (in entrambi i casi non si può muovere). Il limite di questi due antifurti è l’obsolescenza del progetto. I dispositivi vengono inseriti/disinseriti tramite una chiave meccanica, e sappiamo che una serratura con un po’ di tempo e le giuste attrezzature può essere forzata. Inoltre, anche quest’antifurto va inserito: bisogna ricordarsene (altrimenti, sono guai ai fini dell’indennizzo assicurativo).

d) Immobilizer con sirena più blocco del sistema idraulico. Rappresenta un’evoluzione tecnica dei due antifurto di cui sopra, con i quali condivide il principio di funzionamento (il blocco idraulico). Questa volta, però, la valvola che costituisce il cuore del sistema è mossa da un motoriduttore. Il disinserimento avviene per mezzo di una chiave elettronica antiscanner e irriproducibile. L’inserimento avviene addirittura automaticamente, circa un minuto dopo lo spegnimento del quadro (non bisogna cioè ricordarsene, neanche ai fini assicurativi). Quest’antifurto unisce l’efficacia meccanica nella protezione del veicolo alla semplicità di funzionamento degli antifurto elettronici. Inoltre, risponde a una serie di procedure di sicurezza, tra cui la non inseribilità del dispositivo a motore/quadro acceso e la funzione di ricircolo per liberare il circuito da un’eventuale pressione accumulatasi (per non rovinare le guarnizioni del circuito stesso).

E chi monta più antifurto contemporaneamente? A parte la spesa che deve sopportare, non si illuda. Per scassinare una porta e disattivare un antifurto elettronico; estrarre il blocco di avviamento e rompere il bloccasterzo; disattivare un dispositivo meccanico aggiuntivo; schermare l’antifurto satellitare, occorrono circa quattro minuti.

Soltanto se c’è un bloccasterzo supplementare o, meglio ancora, un blocco del sistema idraulico, occorre molto più tempo. A meno che il ladro non disponga di un carro attrezzi che porta via l’auto. Ma il costo è di 60.000 euro: si tratta di furti su commissione, davvero pochissimi rispetto alla totalità e solitamente limitati a vetture di altissimo valore e prestigio. Poi il ladro li disattiva con calma, lavorando dall’esterno dell’auto.

Un piccolo suggerimento finale. Il vero “guardiano” del nostro veicolo sono le Assicurazioni: meglio scegliere sempre un antifurto legato a una polizza chiara e senza clausole sfavorevoli.

 

 

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Elenco auto nuove Ibride

AUTO IBRIDE

L'auto ibrida è la prima nella storia dell'automobile che va sia a benzina, sia ad elettricità. Si pensa che se ogni americano ne guidasse una, si risparmierebbero 1,6 miliardi di barili di petrolio all'anno; più di tutte le importazioni dal Medio Oriente.  La tecnologia ibrida si basa sull’installazione di un motore elettrico affiancato al tradizionale motore termico (che può essere alimentato a benzina, a gasolio o anche a gas), in modo da aiutarlo nei momenti di maggior richiesta di energia, allo scopo di contenerne i consumi. Toyota e Honda sono le case automobilistiche maggiormente impegnate su questo fronte, e già dal 1997  la Toyota ha industrializzato e reso disponibile sul mercato il modello Prius, che è già arrivato alla seconda generazione e comincia a fare numeri consistenti sul mercato mondiale. Praticamente tutte le case automobilistiche mondiali hanno allo studio almeno un'auto ibrida, nuovi modelli che arriveranno sul mercato entro un paio di anni. Non tutte le ibride, però, sono uguali e con il progresso tecnologico degli ultimi anni sono nate differenti applicazioni di questa tecnologia che vanno dall'auto microibrida che sfrutta il sistema Stop&Start all'auto completamente elettrica. Vediamo nei dettagli quali sono le caratteristiche e i vantaggio di ogni singolo sistema.





Microibride

Le vetture denominate in gergo tecnico microibride sono auto dove la parte elettrica, in pratica la normale batteria da 12 Volt al piombo e il motorino di avviamento da 2 -3 Kw, consente la funzione Stop&Start del propulsore termico. Praticamente il motore si spegne quando non serve (ad es. durante l'attesa al semaforo), per poi riaccendersi automaticamente quando si premono l'acceleratore o il pedale della frizione. I vantaggi rispetto una vettura tradizionale sono una ricarica parziale della batteria tramite l'alternatore sfruttando l'energia dispersa in fase di ogni decelerazione e un consumo ridotto del 5%, che può aumentare sensibilmente con uso prevalentemente cittadino. Il sistema Stop&Start sta facendo la sua comparsa su quasi tutti i modelli di auto in vendita.

Mild-Hybrid

Queste auto rappresentano il passo successivo rispetto alle microibride dalle quali si differenziano per l'impianto elettrico, composto da motori elettrici da 10-15 Kw alimentati da batterie NiMH o al Litio (come quelle dei cellulari) da 42 a 150 Volt. Il propulsore termico, oltre a sfruttare la funzione Stop&Start, viene aiutato da quelli elettrici in fase di accelerazione. Ogni volta l'auto subisce una decelerazione l'energia, altrimenti dispersa, viene recuperata e utilizzata per ricaricare le batterie. Un esempio di questa tecnologia sono i modelli Bmw denominati Active Hybrid.

Full-Hybrid

Le auto denominate Full-Hybrid sono le uniche in grado di viaggiare in modalità solo elettrica, anche se a volte solo a bassa velocità (50 - 60 Km/h) grazie a motori elettrici e batterie più potenti. Questa caratteristica può essere sfruttata principalmente in città, ed è proprio per questo motivo che le auto ibride godono di incentivi statali e possono circolare liberamente anche in quelle città in cui vigono limitazioni al traffico.

Auto elettrica

Fin'ora i modelli di auto elettrici in vendita non hanno mai riscosso un grande successo a causa del prezzo elevato e della limitata autonomia. Con il progresso tecnologico degli ultimi anno, però, è stata messa a punto una nuova generazione di accumulatori: le batterie al Litio, simili a quelle dei cellulari. Questa nuova tecnologia permette di superare molti ostacoli dovuti alla ricarica e all'autonomia delle batterie, le quali sono diventate anche più compatte, potenti e meno costose. I tempi sono ormai maturi per la diffusione su grande scala delle auto elettriche; lo sanno bene i costruttori, tutti impegnati nella progettazione di nuovi modelli compatti completamente elettrici e che arriveranno sul mercato a partire dal 2010. Grazie alle vantaggiose caratteristiche delle batterie al Litio è nata anche una nuova generazione di auto ibrida, quella elettrica con un motore termico di scorta (un es. recente di questa tecnologia solo le concept car Chevrolet Volt, Opel Flexetreme, la Volvo ReCharge). In queste auto il funzionamento è garantito esclusivamente dai motori elettrici, quello termico è usato esclusivamente per ricaricare le batterie in caso la loro potenza diventasse insufficiente e non si potesse provvedere ad una ricarica tempestiva.

Attualmente in Italia si possono acquistare solo pochi modelli di auto ibride (Full-Hybrid), una di queste è la Toyota Prius, il costo è di circa 25.000 €, è una berlina stilisticamente piacevole e con tutta la strumentazione delle migliori auto della categoria, i consumi sono di quasi 20 km con un litro di benzina, performance di tutto rispetto per la categoria. Un'altra ibrida commercializzata in Italia è la Honda Insight, anche questa è una berlina, il costo è sensibilmente inferiore: circa 20.000 Euro (che diventano meno di 15.000 per chi può usufruire degli incentivi statali 2009). Salendo decisamente di prezzo si arriva alle Lexus GS 450h e LS 600h (berline di lusso da 65 a 132.000€) al suv RX 400h (da 56.000€). Entro la fine dell'anno faranno la loro comparsa i primi modelli dotati di sistema Stop&Start.

TABELLA EMISSIONI CO2 MODELLI AUTO IBRIDE

Gli incentivi statali per la rottamazione di auto Euro 0 - 1 - 2 di almeno 10 anni di vita (immatricolate entro il 31/12/1999) prevedono un bonus di 1.500 Euro per chi acquista un'auto nuova (Euro 4 o Euro 5). Non tutti sanno che l'incentivo è sfruttabile solo nel caso le emissioni di C02 dichiarate dal costruttore siano inferiori a 140 G/Km con motore a benzina, e a 130 G/Km se diesel. Inoltre, è stato aumentato anche l'incentivo per chi acquista vetture a gas (omologate dalla casa costruttrice), elettriche e ibride, anche senza rottamazione. In questo caso, l'importo del bonus è di 1500 Euro per l'acquisto di auto con emissioni superiori a 120 G/km alimentate a Metano o Gpl, elettriche e ibride; per auto con emissioni fino a 120 G/km, il bonus sale a 2000 euro per quelle alimentate a Gpl e fino a 3500 per quelle a Metano, elettriche o ibride. Per fare un po' di chiarezza sull'argomento e informare le persone che intendono sostituire la loro vecchia auto beneficiando degli incentivi statali 2009, ecco una tabella che riporta il valore di emissioni c02 dichiarate dalle case costruttrici per ogni singolo modello pubblicata sul blog Un Mondo Differente.

 

AUTO IBRIDE CON EMISSIONI INFERIORI A 120 g/km
MODELLOEMISSIONI CO2 (g/km)
HONDA
 
CIVIC HYBRID 1.3 i-VTEC/i-DSi IMA CVT 109
CIVIC HYBRID 1.3 i-VTEC/i-DSi IMA CVT i-P LH 109
INSIGHT 1.3 i-VTEC/i-DSi IMA 101
TOYOTA
 
PRIUS 1.5 16V 104
 
AUTO IBRIDE CON EMISSIONI SUPERIORI A 120 g/km
MODELLOEMISSIONI CO2 (g/km)
LEXUS
 
RX 400h Black 192
RX 400h Executive 192
RX 400h Plus 192
RX 400h Ambassador 192
GS 450h Plus 180
GS 450h Ambassador 180
LS 600h 219
LS 600h L 219

[Fonte: Un Mondo Differente]